| Varese vince contro Teramo una di quelle partite da non fallire. Successo che ha rischiato di compromettere nel finale dopo aver raggiunto il +17. Ma la rimonta della Tercas non si è completata
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Lottomatica Roma-Benetton Treviso 100-76
Roma vince dall’arco la sfida con Treviso e porta a casa due punti pesanti per la corsa verso la zona playoff. A fare la differenza nell’anticipo di mezzogiorno sono state le rotazioni più lunghe della Lottomatica, la qualità al tiro da 3, dove Roma ha chiuso con il 60% (18/30), un Minard incontenibile e un Dragicevic ad altissimo livello e bravo a aprire il campo. Roma è priva di Datome e in extremis anche di Hutson (ginocchio gonfio, al suo posto dentro Toure), Treviso è senza Hukic, Renzi e Sandri. L’inizio è tutto di marca trevigiana (2-8), con la difesa di Hackett su Vitali che toglie idee ai romani. Repesa prova quasi subito ad allungare le rotazioni dando minuti ai giovani De Nicolao e Gentile. Le palle perse aumentano e Roma piazza un 13-0 (15-8), con la Benetton che non segna per 5’30 di seguito. Se Roma segna solo 4 punti in 7’30, nel finale di primo quarto si scioglie (17 punti), grazie al talento di Jaaber e la voglia di Minard. Al 10’51 è 24-15 per la Virtus e sembra una partita già segnata. Invece Repesa mischia le difese e trova un ottimo Neal (su cui fatica Jaaber), fino al sorpasso (31-32) al 17’52. A riportare Roma a +9 (46-37 al 24’) ci pensa Giachetti, con tre triple pesanti a cavallo dell’intervallo, anche se la partita la spezza Jaaber, che dall’arco infila uno dietro l’altro altri tre canestri pesanti (60-47 al 28’32) che sembrano poter piegare le gambe a Treviso. Ma non è così, perché la squadra di Repesa ha ancora risorse e con un Rivers chirurgico dagli angoli torna in partita (60-56). Sono gli ultimi fuochi treviagiani, perché nell’ultimo quarto Roma vola via che è una bellezza, con Minard e Dragicevic da applausi. Roma: Dragicevic 23, Minard 23,Jaaber 22 Treviso: Neal 23, Rivers 21, Motiejunas 11 Montepaschi Siena-Scavolini Pesaro 90-76 Ripartire dopo il ko con l'Efes e fare le prove generali della sfida al Real senza Lavrinovic. Ritrovando il miglior McIntyre, Siena ci mette un quarto per prendere fiducia e già prima del riposo ha messo definitivamente la freccia sulla Scavolini Spar, a lungo avanti in avvio. Pesaro era partita con la faccia dura, lanciandosi anche 15-22 dopo otto minuti sull'onda di un parziale di 16-4, approfittando anche del fatto che Siena è un po' contratta e, tra perse ed errori al tiro, manda a vuoto 12 dei primi 16 attacchi. La Montepaschi però può contare su un Sato che, unico ad approcciare il match con una certa durezza, quasi da solo con 11 punti nel primo quarto riporta la gara in equilibrio. Pesaro resta avanti fino al 22-27 all'11', poi arriva il terzo fallo di Green, poco dopo quello dell'altro play Joksimovic e al 18' anche quello di Hicks, e la Scavo sparisce dal campo. Nel secondo quarto i marchigiani totalizzano 12 perse, con cui azzoppano il proprio attacco restando anche cinque minuti a digiuno, e 12 falli commessi, dando a Siena la benzina per ribaltare il match dalla lunetta: 16-2 il break casalingo per il 38-29 al 17', che 8 punti in due minuti di McIntyre allungano prima del riposo sul 46-33. Troppo solo un Sakota da 8 punti nel terzo quarto, quando le percentuali pesaresi crollano e quelle senesi sfiorano l'ineluttabilità (7/8 da due nel parziale): un passo per volta, la Montepaschi tocca il 59-44 al 25' e l'85-63 a metà ultimo periodo. Siena: McIntyre 21, Sato 18, Stonerook 10 Pesaro: Hicks 20, Sakota 15, Cvetkovic 13 Pepsi Caserta-Sigma Montegranaro 65-75 Prima sconfitta casalinga per Caserta che cede il passo a una Sutor imponente sotto canestro e trascinata da Cavaliero. Montegranaro parte bene nel primo quarto, portando subito il punteggio in proprio favore (0-5 al 2’), e resta avanti fino al 10’, quando il parziale di 9-0 della Pepsi porta avanti i padroni di casa al 12’ (18-17) con Jones a segno, poi 4 punti consecutivi di Ere regalano alla Juve il primo allungo della partita: 29-21 al 17’. Nel terzo quarto sale in cattedra Cavaliero per la Sutor, firmando prima il pareggio al 25’ sul 39-39 e poi il contro sorpasso un minuto più tardi (43-44). In casa bianconera solo Michelori si sacrifica con punti e presenza sotto canestro, combattendo contro il predominio a rimbalzo di Ivanov e Brunner. Nell’ultimo quarto è proprio il quinto fallo del lungo bianconero a dare una svolta alla partita al 36’ (61-62): Caserta soffre troppo sotto canestro, concedendo troppo all’attacco ospite, che con Maestranzi trova l’allungo decisivo da dietro l’arco (63-70) al 39’. Caserta attacca in modo confuso senza trovare lo spunto decisivo per il recupero del passivo. Sacripanti fa il mea culpa.”Complimenti a Montegranaro che ha giocato un’ottima partita, noi ci siamo scontrati con lo loro fisicità e la loro difesa”. Per Frates è stata “Un’emozione particolare vincere a Caserta. società alla quale ho ato tanto”. Caserta: Ere 14, Di Bella 13, Michelori 13 Montegranaro: Cavaliero 20, Ivanov 16, Maestranzi 11 Carife Ferrara-Armani Jeans Milano 56-66 Ferrara: Milano: Canadian Solar Bologna-Angelico Biella 79-66 Sempre con qualche brivido di troppo la Virtus porta a casa la pagnotta superando Biella negli ultimi cinque minuti, dove spicca la mano ferma di un grande Fajardo. Sono soprattutto i gregari (Prato e le triple di Vukcevic) a timbrare questo successo che ribadisce il momento delicato dei tre americani (questa volta è Collins a essere inguardabile). Biella affonda sotto le troppe palle perse e la leggerezza dei suoi lunghi, ma offre un Aradori da applausi. La Virtus parte spedita (9-0), spinta da un ispirato Koponen (10 punti nel primo periodo), ma Biella torna rapidamente in partita con le triple di Smith, troppo presto limitato dai falli. Hurd cade male sulla caviglia destra e va ai box, ma Lardo trova, nel secondo quarto, un portentoso Prato che ingabbia Smith e imbuca anche 10 punti che spingono la Virtus sul + 10 (39-29). Biella sbanda, si incaponisce nel tiro da tre, e solo Aradori trova la lucidità necessaria per bucare l'ottima difesa bianconera. Ma Bologna rimane avanti e il rientrante Hurd (con una tripla) sigla il massimo vantaggio (44-35). Dopo l'intervallo la Canadian Solar allunga fino a +12 (54-42) con un trepunti di Hurd, Quindi Bechi mette i suoi a zona: da qui parte la risalita ospite (Smith firma il -3 al 32'). Poi sono le seconde linee bianconere (Fajardo su tutti) a scalciare Biella giù per le scale. Bologna: Koponen 15, Moss 15, Fajardo 14. Biella: Aradori 19, Smith 15, Plisnic 8 Ngc Cantù-Vanoli Cremona 89-68 E' una vittoria facile-facile, dopo la spallata iniziale (42-25 al 13') la Ngc non scenderà mai sotto i 19 punti di vantaggio, quella ottenuta dai brianzoli contro una Vanoli mai in partita. Grazie alla spinta offensiva di Green, assolutamente perfetto nei primi due quarti (21 punti., 3/3 da due, 5/5 da tre) gli uomini di Trinchieri hanno da subito scavato un solco assolutamente invalicabile per la Vanoli. Evanescente in difesa, confusionaria in attacco, il solo Anderson (buono il suo esordio) riuscirà a essere costante per tutto l'arco della contesa, la Vanoli non ha mai provato seriamente a rientrare in partita. Nelle fila canturine oltre a Green da segnalare l'ottima prestazione di Leunen (6 rimbalzi) e la concretezza di Lydeka e Micov. In mbra alla voce punti realizzati Mazzarino, bravissimo però nel far girare la squadra. Cantù: Green 25, Leunen 17, Micov 17 Cremona: Bell 16, Rowland 15, Sklavos 13 Air Avellino-Martos Napoli 172-70 In attesa che domani la commissione giudicante della Fip si pronunci sul deferimento di Papalia e della Nsb Basket Napoli (previste ulteriori punti di penalizzazioni e sanzioni per il presidente), si è consumato il più atipico dei derby campani. Spettacolo per pochi intimi, condito dalla goliardica iniziativa, di carattere eno-gastronomico, dei tifosi biancoverdi. Eloquente il titolo: “Pane, amore e… Papalia”. Gara particolare per tutti tranne che per coach Pancotto che manda a referto la consueta dozzina e parte con un insospettabile quintetto base. Dopo il 14-0 iniziale, strappa applausi il parziale di 11-2 dei ragazzi reatini (condito da tre triple). Momenti di gloria per il mancino Ciavarroni. La giovane guardia mostra doti balistiche persino superiori a qualche suo più illustre avversario. Al 16’ l’ingresso sul parquet dei baby di casa Iannicelli (8 punti prima dell’intervallo) e Napodano. Avellino scollina in tripla cifra già al 25’ (101-36). Caccia ai record nelle battute finale, ma è davvero una cosa triste. E la buffonata continua... Avellino: Cortese 22, Iannicelli 20, Porta 20, Akyol 19, Casoli 17, Nelson 16 Napoli: Santocchi 19, Pontillo 13, Ciavarroni 11, Onofri 11 Varese-Tercas Teramo EQUILIBRIO — La Cimberio cerca di dare un’impronta alla gara ma la Bancatercas fa capire subito che non è venuta a Masnago per passeggiare. Dopo cinque minuti di gioco si è sul 10 pari. Teramo piazza qualche tripla e cerca di staccare la Cimberio, che però ha Thomas e McGrath con le mani calde e risponde colpo su colpo. Quando suona la prima sirena si è sul 22 pari. FUGA — Micidiale avvio nel secondo tempo per Varese che cambia la regia: Childress prende il testimone da Reynolds e i biancorossi macinano gioco. Il parziale nei primi 4 minuti è di 11 a 0 con Galanda e Mc Grath che segnano le danze con alcune triple da incorniciare. Le difese sembrano impenetrabili e allora Varese fa quello che gli riesce meglio in questa stagione: dalla distanza non sbaglia quasi nulla e riesce ad andare a riposo nell’intervallo con un rassicurante +14 (48-34). Da segnalare i 16 punti di Poeta per la Bancatercas. SUPER JACK — I ragazzi di Capobianco vogliono vendere cara la pelle ma non riescono a costruire granchè complice anche la buona difesa di Varese che continua a mantenere a debita distanza gli abruzzesi grazie alle conclusioni da fuori. Sugli scudi un ottimo Galanda, dopo 5 minuti del terzo periodo Varese è sempre +14 (57-43). Teramo pressa, Varese è imprecisa ed il distacco scende a 8 punti (63-55) quando suona la penultima sirena. VANO HOOVER — La difesa di Varese è troppo vulnerabile e Teramo si avvicina pericolosamente a 5 punti e Pillastrini consegna nuovamente le redini della squadra ad un Childress in precarie condizioni fisiche che uscirà dopo poco caricato da 4 falli. A cinque dalla fine la Cimberio riesce a stare davanti di 9 punti (72-63) e gli ospiti perdono un pezzo pregiato come Amoroso che commette il quinto fallo. Reynolds deve dimostrare il suo valore e prendere per la mano la Cimberio ma riesce solo a commettere il 5 fallo. Gli ultimi minuti sono molto spezzettati con qualche decisione arbitrale contestata dai padroni di casa e con Teramo che continua nel suo pressing asfissiante a tutto campo. Nell’ultimo minuto Varese deve amministrare 6 punti, una doppia tripla di Hoover porta Teramo addirittura a -1 a 18 secondi dalla fine quando un contropiede di Thomas porta nuovamente a +3 Varese. Gli ospiti non riescono nel miracolo e Varese chiude 83 a 80 una partita vinta da un pezzo ma rimasta incerta fino alla fine. Varese: Galanda e Thomas 15 punti, Tusek 12. Teramo Poeta 22, Jones 13 e Hoover 11 {fonte: gazzetta.it} |